Grano, farina, mugnai e mulini di una volta

Vi siete mai chiesti dietro le farine utilizzate per una pizza, pane, dolce, pasta qual è lo spessore di cultura presente ?

La macinazione del grano e degli altri cereali in origine esigeva un lavoro manuale duro e defaticante nonché strumenti che nel corso dei secoli sono evoluti fino alla “scoperta” del “molitura” ovvero attraverso il lavoro meccanico prodotto inizialmente dall’uomo, poi dalla spinta di un animale e, in epoche successive, dalla energia dell’acqua e del vento prima e dall’energia elettrica con pannelli fotovoltaici.

In origine per la macinazione del grano venivano usati i mortai di pietra entro i quali si frantumavano i chicchi dei cereali attraverso pestelli, anch’essi di pietra o legno duro, oppure il grano veniva macinato attraverso rulli che, a mano, si facevano rotolare su una base di pietra.

Derivante dal latino “mola-molae” quella pietra venne denominata “mola” da cui discende poi il termine “mulino” o “molino”; il termine “mola”, nella sua globalità, sta dunque ad indicare una strumentazione che produce un lavoro meccanico utile sia per la macinazione di cereali e sia per la produzione di farina o di altre materie prime.

Poiché nell’antichità i mulini o le macine per funzionare avevano necessità della forza umana o animale qualcuno riferisce che, “in modo non corretto”, la parola “mulino” possa derivare da “mulo”.

Per estensione il termine “molendinum” (proveniente da “mola”)designò anche la struttura e l’edificio che ospitavano la strumentazione della macinazione del grano e pertanto il conduttore del mulino fu chiamato “mugnaio“.

A tal proposito che vorrei segnalarvi una piacevole scoperta della storia dei mulini associati ad Aiams e dei loro luoghi di appartenenza, per lo più piccoli comuni, montani e non, sorti nel corso della storia in luoghi autentici e geograficamente pieni di fascino.

L’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici (AIAMS) si è costituita nel 2011 ed è la prima organizzazione di questo tipo a livello nazionale, che si rapporta con analoghe associazioni a livello europeo.

Ha sede a Revere, in provincia di Mantova, dove è stato ricostruito un mulino natante sul Po e dove ha sede il Museo del Po.

È una Associazione culturale senza fini di lucro che intende riunire studiosi, proprietari ed appassionati di mulini, con lo scopo di promuovere la riscoperta e la valorizzazione produttiva, culturale e turistica dei mulini per salvaguardare la loro valenza storica, architettonica e meccanica.

In questi anni ha organizzato eventi, conferenze, concorsi, gemellaggi ed itinerari turistici per favorire la conoscenza e la conservazione di questo patrimonio. Un esempio di queste attività sono le “Giornate dei Mulini”, nelle quali, nel terzo fine settimana di maggio, i mulini aderenti aprono le porte ai visitatori ed illustrano il funzionamento dei loro meccanismi, la storia e le tradizioni collegate a questi edifici.

Il prossimo appuntamento saranno le “Giornate dei Mulini”. I mulini aderenti apriranno le porte alle visite nei giorni 21 e 22 maggio. L’elenco dei mulini aperti sarà pubblicato sul sito www.aiams.eu.

Naturalmente aderiscono all’associazione anche vari mulini produttori che abbinano la macinatura a pietra con la ricerca e l’utilizzo di grani selezionati ed autoctoni, ripristinando filiere alimentari genuine e di pregio.

Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici
www.aiams.eu        e-mail: info@aiams.eu


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